Finanziamenti per aziende del Sud Italia

Finanziamenti per aziende del Sud Italia

I Finanziamenti per il Sud sono un’ottima occasione per la tua azienda. Ragioniamo insieme su cosa significa essere un’impresa nel Mezzogiorno e quali sono i finanziamenti per aziende del Sud Italia messe a disposizione dallo Stato.
Spesso le opportunità nascono proprio nei momenti di crisi: nuovi scenari si aprono e generano possibilità inedite, non considerate.

Il Sud Italia, da sempre arranca sotto il profilo economico rispetto al Nord.
In questo articolo non vogliamo affrontare l’argomento sotto un profilo storico: sarebbero troppe le questioni da approfondire e sotto molteplici aspetti. Non è questa la sede adatta.
Qui vogliamo analizzare le possibilità che le imprese del Mezzogiorno possono cogliere per superare il gap che esiste con il resto dello Stivale.

La nostra intenzione è limitarci al presente ed esaminare la materia dei finanziamenti destinati alle imprese del Sud Italia.

Finanziamenti alle imprese: perché il Sud?

La crisi scaturita dal covid e le conseguenti politiche di chiusura hanno generato effetti disastrosi sull’economia e condannato tantissime imprese alla chiusura. Secondo l’AGI nel solo 2020 hanno dichiarato fallimento in 300.000.

Una crisi emergenziale che ha continuato oltre il periodo delle chiusure, diventando strutturale per determinati settori in particolar modo quelli legati ai servizi rivolti al pubblico.

Nel momento in cui scriviamo l’aumento delle bollette e delle materie prime genera ulteriori motivi di apprensione per gli imprenditori.

Secondo l’Osservatorio rischio imprese di Cerved le imprese a rischio default sono cresciute nell’ultimo anno del 2% – passando dal 14,4% al 16,1%. Le più fragili si trovano soprattutto al Sud e costituiscono il 60,1% del totale, comportando così un aggravio del distacco con il Nord.

In questo scenario, è essenziale approcciare all’attività di impresa con cognizione: bisogna saper leggere il presente per interpretare il futuro e viverlo da protagonisti.

Chi vuole fare impresa, però, non è solo: gli incentivi e i finanziamenti – anche a fondo perduto – sono un’iniezione di fiducia, oltre che di liquidità, per l’economia.

Parliamo nello specifico dei due fondi principali destinati alle imprese del Sud Italia: Resto al Sud e Nuova Sabatini Sud.

Resto al Sud: finanziare imprese nel Meridione

La domanda più gettonata è “che cos’è Resto al Sud”.

Resto al Sud, attivo dal 2018, sostiene la nascita e il relativo sviluppo delle attività imprenditoriali e libero professionali delle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e, con l’estensione Resto qui, i comuni del Cratere sismico in Umbria, Lazio e Marche (qui un elenco dei comuni interessati di Resto al Sud).

Dal 2021 sono incluse anche le isole marine e le isole lagunari e lacustri del Centro e del Nord Italia.

La legge di bilancio 2021 (comma 170) ha elevato l’età massima per accedere ai contributi, da 45 a 55 anni.

Altra novità introdotta con il Decreto Rilancio: l’imprenditore individuale può richiedere un finanziamento fino a 60.000 euro; quando ci sono più richiedenti (che hanno intenzione di costituirsi o già sono costituiti in società) l’importo erogato può essere di 50.000 euro per ogni richiedente, fino a un massimo di 200.000 euro (quindi 4 soci).

Cosa e chi finanzia Resto al Sud?

Resto al Sud finanzia solo determinate tipologie di attività: quelle produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; turismo; erogatori servizi per persone e società; libero professionali sia individuali che in forma societaria.

Anche per i richiedenti sono previsti alcuni limiti: non possono essere titolari di altre attività d’impresa; non devono aver ricevuto altre agevolazioni per l’autoimprenditorialità; non hanno, al momento della richiesta, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Resto al Sud: spese ammissibili e finanziamenti

Possiamo definire – in maniera sintetica – spese ammissibili tutti quei costi effettivamente sostenuti dal richiedente e che siano oggettivamente quantificabili e verificabili.

Resto al sud finanzia con il 100% delle agevolazioni (fondo perduto e tasso agevolato) precise tipologie di spesa:

– ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
– acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
– acquisto di programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
– spese di gestione inerenti materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing e garanzie assicurative.

Il 50% degli incentivi sono a fondo perduto, il resto a tasso agevolato – finanziamento bancario a tasso zero – e garantito dal Fondo Garanzia per le PMI; il prestito va restituito entro 8 anni dalla concessione degli incentivi.

La realizzazione del progetto deve essere ultimata da parte dei richiedenti entro 24 mesi dall’approvazione.

Per partecipare al bando bisogna consegnare la domanda presso la piattaforma di Invitalia completa di business plan dell’attività che si ha intenzione di avviare più tutta la documentazione tecnica richiesta.
Non sono presenti scadenze, essendo un bando sportello, pertanto le domande possono essere inoltrate in qualsiasi momento, ma sempre e solo online.

Il richiedente deve essere provvisto anche di firma digitale.

Nuova Sabatini Sud, green e Sud

Come si apprende dal sito istituzionale del Misel’agevolazione Nuova Sabatini attiene ai beni strumentali per l’attività di impresa:
l’agevolazione sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali”.

Nel DM 22 aprile 2022 è espressamente dedicato un segmento alle PMI del mezzogiorno.
Se ti stai chiedendo quali sono i requisiti per l’accesso alla Nuova Sabatini, è presto detto: questi sono espressamente indicati nel decreto. Pertanto, le piccole e medie imprese:

– devono essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro Imprese o nel Registro Imprese Pesca;
– non devono versare in una situazione di liquidazione volontaria, o essere sottoposte a procedura concorsuale di natura liquidatoria;
– non devono trovarsi in situazione formale di difficoltà;
– non rientrano nel novero delle persone giuridiche che hanno in passato ricevuto e non rimborsato – o depositato in un conto bloccato – aiuti e incentivi ritenuti illegali dalla Commissione Europea.

L’agevolazione permette alle imprese – in possesso dei supposti requisiti, di accedere ai finanziamenti per poter investire in beni strumentali e di coprire le spese degli interessi beneficiando di un contributo in conto impianti da parte del Mise.

Il finanziamento copre l’intero importo; l’agevolazione parte da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 4 milioni.

Più incentivi per il Sud Italia

Con la Nuova Sabatini Sud è stato aumentato il conto impianti al 5,5% per le PMI con sede legale – o unità locale – nelle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il governo ha stanziato oltre 60 milioni di euro per l’acquisto di beni materiali e immateriali rientranti negli investimenti 4.0 (puoi approfondire consultando il sito del Mise).

Negli allegati A e B della legge 232/2016 trovi un elenco completo dei beni immateriali atti a realizzare investimenti in tecnologia: cloud computing, robotica, realtà aumentata, cybersecurity, manifattura 4D etc.

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